Inchiesta Usa, nei macelli bovini squartati vivi
NEW YORK - Orrori da Grand Guignol trasferiti nei macelli bovini americani: secondo un'inchiesta del Washington Post, centinaia di capi di bestiame vengono squartati ancora in vita.
Documenti del governo, testimonianze dirette e un video girato da un operaio in un macello di Pasco nello stato di Washington hanno permesso di raccontare una storia terribile: quella di innumerevoli animali che, in barba alla legge, arrivano sul nastro dello squartamento ancora vivi. In un moderno macello ci vogliono 25 minuti per trasformare un bovino in bistecca.
E Ramon Moreno, dell'IPB di Pasco, è da 20 anni uno degli operai addetti a tagliare quarti di bue dalle carcasse che gli passano davanti al ritmo di 309 all'ora. Ma troppo spesso qualcosa va storto: "Arrivano animali che muovono gli occhi, la testa e guardano attorno", ha testimoniato Moreno.
Lui però non si può fermare: "Devo tagliare lo stesso". Alcuni bovini sopravvivono al taglio della coda, allo sbudellamento, all'estrazione dei visceri. "Muoiono pezzo a pezzo", ha concluso Moreno la sua macabra deposizione.
Secondo una legge di 23 anni fa, la Humane Slaughter Act, gli animali al macello devono essere prima resi insensibili al dolore con un colpo alla testa o un elettroshock. Molti impianti però non seguono alla lettera le procedure nella fretta di far arrivare bistecche e hamburger sugli scaffali dei supermercati. I nuovi ritmi accelerati sono imposti dal mercato all'industria del macello: all'inizio degli anni 90 il ritmo tipico di animali uccisi era di 50 capi all'ora, oggi sono circa 400.
Il Messaggero/11.04, tratto da www.mucca103.org