Cos'è la vivisezione
Per vivisezione, o sperimentazione "in vivo", si intende qualsiasi esperimento eseguito su animali o esseri umani.
Ogni anno, solo in Italia, più di 974.000 animali (fonte: Ministero della Sanità 1999, dati autocertificati dagli stessi sperimentatori), ovvero più di 3.000 al giorno, tutti i giorni, vengono utilizzati per prove di laboratorio. Queste prove, molto ripetitive, spesso richieste da leggi antiquate, forniscono risultati inapplicabili all'uomo e di conseguenza, oltre ad essere inutili, hanno di frequente fermato, per anni, l'impiego di sostanze a noi preziose, così come hanno causato infiniti danni farmacologici, dai meno gravi e diffusi ai peggiori. Le stesse prove vengono ripetute successivamente, con altre forme e tempi, sul destinatario ultimo del prodotto: l'uomo. A causa della presunta "tutela" fornita dalla vivisezione, questo avviene troppo spesso senza la dovuta cautela oltre che frequentemente senza un effettivo consenso informato ed il diretto beneficio delle persone che subiscono la sperimentazione.
Quali animali vengono usati?
Gatti, cani, primati, cavalli, ratti, topi, mucche, maiali, pecore, piccioni, furetti, rettili, pesci, uccelli, provenienti da allevamenti o, per alcune specie, da catture in natura. Ma non vi è una sola specie che possa essere modello sperimentale per un'altra specie. Gli animali sono simili a noi nel percepire il dolore, l'apprensione, la paura. Ma sono diversi per i meccanismi di assimilazione, per struttura fisica e biochimica. E poi gli animali da laboratorio, spesso selezionati ed oggi anche manipolati geneticamente, sono esseri viventi che nulla più hanno a che fare con i loro simili in libertà, così come le malattie che vengono loro inoculate artificialmente nulla hanno a che fare con quelle che il corpo produce spontaneamente.
Chi sperimenta sugli animali dice che sono abbastanza "simili" all'uomo. Ma in termini di vera scienza, il concetto di "simile" è del tutto privo di valore. Se qualcuno ti dicesse che nella stanza accanto non c'è ossigeno, ma un gas molto "simile" all'ossigeno, ci entreresti? Se ti servisse una trasfusione di sangue, la faresti con una sostanza molto "simile" al sangue umano (come il sangue di scimpanzè)?
Quali test vengono effettuati?
Gli animali vengono avvelenati, ustionati, accecati, mutilati, obbligati ad ingerire sostanze di ogni genere come i pesticidi; vengono privati dei genitori per test psicologici, irradiati con raggi di ogni tipo, cosparsi di "biocidi" ovvero insetticidi, disinfettanti, conservanti, resi dipendenti da droghe, uccisi con virus e gas a scopo bellico. L'anestesia? Non è obbligatoria.
La vivisezione è praticata per favorire le carriere scientifiche, basate sul numero di "pubblicazioni" prodotte, ma il più delle volte per interessi commerciali e per continuare ad incamerare aiuti pubblici e privati destinati alla ricerca anche da generose raccolte fondi. E uno strumento per mettere sul mercato numerose specialità farmaceutiche, in gran parte inutili (oltre 13.000 nel nostro Servizio Sanitario, mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanità ne considera necessarie solo 400!): essa fornisce ai produttori, oltre ad una eventuale tutela giuridica, la possibilità di selezionare la risposta variando la specie animale o le condizioni dell'esperimento.
Inoltre, la sperimentazione sugli animali, la cui visione "meccanicista" dell'essere vivente consente di vedere nella cavia un modello da laboratorio per l'uomo ha portato la medicina moderna a trascurare la sofferenza, anche quella del malato, ed a fare di quest'ultimo, in primo luogo, un consumatore di farmaci. Con il risultato che le resistenze agli antibiotici aumentano e le nuove malattie avanzano; che la prevenzione è stata dimenticata; che anche se si è allungata l'aspettativa di vita, non ne è certo migliorata in proporzione la qualità.
Ma per la crescita dell'industria della "salute" è necessario il nostro stato di malattia...
Chi pratica la sperimentazione animale?
Industrie chimiche, farmaceutiche, laboratori ospedalieri, istituti pubblici ed università. Il decreto legislativo 116 del 1992, che regolamenta la sperimentazione animale ed impone ai laboratori l'obbligo della registrazione, ha rivelato l'esistenza in Italia di oltre 500 centri di sperimentazione ufficialmente dichiarati. Ma questo si è potuto sapere solo dopo un ricorso al TAR, vinto dalla LAV contro il Ministero della Sanità che negava l'accesso ai dati.
Manipolazioni genetiche. Perchè
Le manipolazione genetiche che consentono oggi di costruire in laboratorio nuovi organismi vegetali o animali, mescolando l'informazione genetica di specie diverse, anche appartenenti a regni diversi (ad esempio piante con animali, animali con batteri) sono la nuova frontiera della battaglia antivivisezionista.
Le modifiche nei vegetali e negli animali d'allevamento sono solo un pretesto delle industrie per controllare, grazie ai brevetti ottenuti su di essi, il mercato dell'alimentazione e senza voler addirittura etichettare chiaramente i prodotti. I rischi per la salute, per l'ambiente e per i rapporti socio-economici dei vari continenti stanno provocando un deciso rifiuto del cibo transgenico nel mondo intero. L'ingegneria genetica è portatrice di una visione dittatoriale della vita che finisce per operare un controllo sociale attraverso la selezione dei caratteri, la clonazione e la procreazione selettiva.
Maggiore diffusione hanno oggi le modifiche genetiche operate negli animali da laboratorio, che si tenta di "umanizzare" introducendo in essi geni umani: queste modifiche rappresentano una palese ammissione di fallimento della sperimentazione sugli animali; allo stesso tempo mostrano l'ostinazione con la quale la scienza ufficiale insiste nel percorrere una strada sbagliata. L'animale transgenico si sta rivelando anch'esso del tutto inutile per il progresso scientifico. L'oncotopo, brevettato nell'88 in USA, nel cui DNA era stato inserito un gene umano in grado di far sviluppare un tumore alla mammella, e che avrebbe dovuto rappresentare il modello ideale per la ricerca, a distanza di più di 10 anni, non ha portato ad alcun progresso scientifico, perché continua ad essere per il 99% un topo e quindi a comportarsi in maniera significativamente diversa rispetto all'uomo.
Nessuno ci ha ancora mai saputo dire: quanti geni umani è lecito introdurre in un animale per accrescere la sua "somiglianza" con l'uomo: dieci, mille un milione? A cosa serve parlare di xenotrapianti (trapianti con organi d'animale) quando si sa che con uno solo di questi trapianti il passaggio di virus dall'animale all'uomo potrebbe scatenare un'epidemia incontrollabile come l'AIDS; quando si sa che le cellule dell'organo trapiantato, migrando in tutto l'organismo umano, trasformano il paziente in una "chimera umana"?
Quali sono le alternative possibili?
Lo sviluppo di colture in vitro di cellule e tessuti, di rilevazioni microscopiche, di sistemi molecolari, di simulazioni virtuali e di manichini computerizzati sta facendo capire che test veramente scientifici ed incruenti sono già praticati e praticabili. Vanno riscoperte le indagini epidemiologiche tanto più per gli effetti di amianto, tabacco ed onde elettromagnetiche entrate in uso con l'avallo dei test su animali ed ora, dopo decenni di uso, certificate come dannose per l'uomo.
Già non si utilizzano più animali per test di impatto automobilistico e di gravidanza; molte aziende cosmetiche hanno indirizzato le loro ricerche in altre direzioni e gli Istituti Nazionali di Ricerca come il CNR e l'Istituto Superiore di Sanità ospitano laboratori di ricerca senza animali.
Un utile approfondimento del tema è disponibile su www.novivisezione.org/info/alter.htm
Obiezione di coscienza
Comè nata lobiezione alla vivisezione
Nel 1992-1993, alcuni tecnici dellOspedale Rizzoli di Bologna organizzarono una protesta contro il progetto di costruzione di una nuova ala dellIstituto, in cui si sarebbero effettuati esperimenti su animali. Riuscirono a sollevare lo scandalo a livello nazionale, ottenendo il sostegno di un ampio numero di cittadini e scienziati. Iniziò così una campagna nazionale per il riconoscimento dellobiezione di coscienza alla vivisezione.
Italia allavanguardia
L'Italia è il primo paese al mondo ad avere riconosciuto per legge, la numero 413 del 1993, il diritto all'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale, sia per studenti che per ricercatori. Nel suo primo articolo la Legge stabilisce questo diritto per tutti i cittadini
che si oppongono alla violenza su ogni essere vivente, fondando questa normativa sul diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione riconosciuta dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dellUomo e convenzioni internazionali simili.
Questa possibilità è purtroppo poco conosciuta ed i fondi previsti per i corsi di studio universitari senza il ricorso di animali non sono stati ancora spesi o sono stati spesi male. In base a questa Legge, ogni Università o Istituto di ricerca è obbligato a mettere a disposizione degli studenti o dei ricercatori metodi sostitutivi che gli permettano di conseguire gli obiettivi delle ricerche o la laurea senza partecipare ad esperimenti su animali.
Medici, ricercatori, personale sanitario e gli studenti contrari alla sperimentazione su animali possono, grazie a questa legge, dichiarare la propria obiezione di coscienza non dovendo quindi a prendere parte alle attività che implichino la sperimentazione su animali. Tali professionisti e studenti non dovranno in ogni caso venire penalizzati nella carriera lavorativa o universitaria per tale scelta.
Ulteriori informazioni, il dettaglio delle modalità con cui diventare obiettori ed i moduli necessari sono disponibili allinterno dellopuscolo Obiezione di coscienza
Testo della Legge n.413 Norme sull'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale (pdf)
LEGGE_Obiezione_Coscienza.PDF (8.80 Kb)
Obiezione_di_coscienza_1.pdf (909.62 Kb)
Obiezione_di_coscienza_2.pdf (916.75 Kb)
Un utile approfondimento del tema è disponibile su www.novivisezione.org/info/alter.htm
Il comitato scientifico antivivisezionista
Il Comitato Scientifico Antivivisezionista (www.antivivisezione.it) , nato nel 1992 per iniziativa del Fondo "Imperatrice Nuda" contro la sperimentazione animale e della LAV Lega Anti Vivisezione, riunisce laureati in discipline medico-scientifiche, impegnati in attività sia professionali sia di ricerca che, sulla base degli studi condotti e delle proprie esperienze, hanno maturato la convinzione che la ricerca biomedica, basata sull'uso di modelli sperimentali animali, sia gravemente lesiva nei confronti della salute umana e del progresso medico. Dall'inizio del '95 il Comitato Scientifico Antivivisezionista ha iniziato un'attività di sensibilizzazione sui temi delle manipolazioni genetiche e della brevettazione della materia vivente, attraverso campagne stampa, conferenze, incontri e un intenso lavoro di divulgazione.
La storia della medicina, da Ippocrate ai giorni nostri, ci insegna che le scoperte biomediche che hanno consentito di pervenire alle conoscenze anatomiche e fisiologiche del corpo umano, alla comprensione dei meccanismi attraverso cui si manifestano le malattie e all'acquisizione delle relative terapie, sono state tratte unicamente dallo studio diretto dell'uomo e dell'ambiente in cui vive. Affermare che un farmaco, un intervento chirurgico, uno strumento di indagine clinica o qualunque altra scoperta nel campo della ricerca biomedica, cui si possa attribuire il perseguimento di un maggior benessere per l'uomo, sia stata raggiunta per merito della sperimentazione animale, è una falso storico.
Gli errori di valutazione conseguenti all'utilizzazione di modelli sperimentali animali non solo riempiono la letteratura scientifica passata e presente, ma sono da considerarsi concausa nell'insorgenza nella popolazione di danni legati all'uso di sostanze chimiche, all'assunzione di farmaci, all'utilizzazione di metodologie chirurgiche giudicate accettabili sulla base delle risposte ottenute dai più svariati animali da esperimento.
L'antivivisezionismo scientifico prende le mosse dalle considerazioni fin qui fatte e contesta alla scienza ufficiale l'uso dogmatico della sperimentazione animale, nonostante che la memoria del passato e l'analisi della realtà presente siano testimonianza della sua inadeguatezza ai fini della ricerca scientifica.
La Coalizione Europea contro la Vivisezione
La LAV è membro italiano della ECEAE, la Coalizione Europea contro la Vivisezione (www.tierrechte.de/european-coalition) che, in particolare, ha condotto negli anni la Campagna "Stop test Cosmetici sugli Animali" ed ora è impegnata anche in altre iniziative.
tratto da www.infolav.org