Vivisezione nell'industria del pet food
Per meglio comprendere la terribile realta' nascosta dietro il fiorente mercato legato al commercio degli animali domestici, può aiutarci questa ricerca effettuata dalla BUAV (l'Unione Inglese per l'abolizione della Vivisezione) nella sede dell'Istituto Walthan per l'Alimentazione degli Animali Domestici, di proprietà della Mars, produttrice delle note marche di cibo per cani e gatti Whiskas e Pedigree. Dove viene messa in luce la sconvolgente testimonianza di come la vivisezione venga applicata perfino nell'industria del cibo per gli animali domestici.
Ecco alcuni esempi di esperimenti effettuati:
Test per misurare il funzionamento del colon
Test T2570 - A sei cani rispondenti a requisiti di 'robustezza' e ad altri sei rispondenti a requisiti di 'delicatezza', viene somministrata una razione di cibo per cani Pedigree (r), cibo noto per provocare diarrea negli animali particolarmente delicati. In seguito, dopo aver sottoposto i cani ad un clistere, si provvedere ad inserirgli manualmente attraverso il retto (per circa 10 cm) delle sacche per dialisi fatte di tubatura flessibile, per la valutazione dell'acqua e dei solidi, operazione che dura circa mezz'ora.
Test T2649 - Sei cani rispondenti a requisiti di 'robustezza' ed altri sei rispondenti a requisiti di 'delicatezza', vengono forzatamente sottoposti ad una colonscopia con biopsia dei tessuti, più il successivo inserimento di sacche per dialisi al sesto giorno del test. Arrivati al trentesimo giorno gli viene somministrato del cibo per cani Pedigree (r), noto per i disturbi che arreca ai cani maggiormente delicati. Giunti poi al trentaquattresimo giorno del test, i cani vengono di nuovo costretti a subire l'intero processo di colonscopia con biopsia ed inserimento delle sacche per dialisi.
Test per la produzione di idrogeno
Questo test consiste nella misurazione della produzione di idrogeno mediante una pompa che, inserita dentro di una sacca, viene messa indosso ad un cane per un periodo che può variare da quattro a sei ore. E' chiaro che la Waltham ritiene che questo sistema artificioso serva a causare uno stato di ansia ed angoscia negli animali sottoposti all'esperimento, e proprio allo staff dei ricercatori viene vivamente consigliato di controllare gli animali almeno ogni mezz'ora.
Induzione sperimentale di lipidosi epatica nei gatti
Quindici gatti vengono iperalimentati al fine di renderli obesi (40% di sovrappeso). Un tubo viene inserito nello stomaco di sette di quei gatti e viene loro somministrata una dose di cloruro di ammonio. I gatti vengono poi prelevati dalle gabbie dove erano imprigionati in gruppo e messi in totale isolamento in minuscole gabbie, per un periodo che puo' durare fino a sette settimane. Successivamente i quindici gatti vengono affamati e tenuti a digiuno offrendogli solamente del cibo dal sapore completamente disgustoso.
Risultato dell'esperimento: i gatti non hanno mangiato (quello che nell'industria della produzione di cibo per animali domestici viene definita come "fame volontaria") ed hanno perso il 26-40% del loro peso corporeo. I gatti hanno inoltre sviluppato una grave forma di dissipazione muscolare, deidratazione, letargia, significative anormalita' nel sangue e fegato gonfio e danneggiato. Quando finalmente gli fu offerto del cibo normale, undici di loro non furono in grado di mangiare e dovettero essere nutriti a forza tramite dei tubi.
Questo assurdo esperimento è stato in parte finanziato dalla Alpo Pet Foods, ora di proprietà della Nestlé, che è inoltre proprietaria di molte altre marche di cibo per animali quali Felix, Friskies, Arthur's, Bonio e Winalot.
L'inefficacia della sintesi di vitamina D nei gatti viene annullata attraverso un inibitore di 7-deidrocolesterolo-reduttasi
Questo esperimento e' stato ideato al fine di studiare lo stato della vitamina D nei gatti. Sono stati effettuati ben quattro test specifici, uno dei quali ha richiesto l'utilizzo di un gruppo di nove gattini appena svezzati. A tutti e' stata data da mangiare una dieta priva di vitamina D. Quattro di loro sono stati inoltre confinati in un luogo chiuso senza alcuna esposizione alla luce (raggi ultravioletti). Mentre gli altri cinque sono stati messi dentro una gabbia di fil di ferro senza nessun punto in ombra, totalmente esposti alla piena calura del sole estivo, tre ore al giorno per un periodo di cinque giorni. Ad uno di questi gattini e' stato inoltre tosato tutto il pelo sulla schiena in modo da poter esporre quanta piu' pelle al sole.
Per quanti favorevoli ai diritti animali, vegetariani o vegani oppure dichiarati amanti degli animali, non esitano ad alimentare i propri cani e gatti con cibo commerciale proveniente dall'industria dell'alimentazione per gli animali domestici, sarebbe finalmente il momento di rivalutare il proprio approccio all'intera questione. Sia dal punto di vista dell'effettiva opportunita' di continuare a nutrire i propri piccoli amici con orribili papponi a base di avanzi provenienti dal macello di altre bestie (ed e' opportuno ricordare come nel cibo per animali domestici finiscano i peggiori scarti dell'industria dello sfruttamento animale: frattaglie, occhi, interiora, parti dure altrimenti invendibili, sangue, ecc.). Come anche del senso o meno, di continuare a far fluire i propri soldi nelle tasche di una industria che si macchia di nefandezze ignobili, quali appunto la vivisezione che viene quivi trattata, pur di ottenere il maggior lucro possibile.
Certamente il consumatore deve essere messo in grado di poter acquistare la propria marca preferita di cibo per animali domestici, certo del fatto che il prodotto acquistato contenga una dieta sana e bilanciata. Ma, aggiungiamo noi, anche che tale prodotto non sia immesso sul mercato al costo di crudeli esperimenti quali, ad esempio, gatti tenuti a digiuno per settimane o cani a cui vengono inseriti chirurgicamente dei tubi nello stomaco. Al di la' del fatto che il produttore del suddetto cibo per animali domestici faccia questi esperimenti in prima persona, oppure indirettamente tramite altre agenzie ed istituti fiduciari, la questione cambia di ben poco. In entrambe le soluzioni il produttore rimane comunque coinvolto e inappellabilmente colpevole, e noi, dando il nostro supporto economico tramite l'acquisto di questi prodotti, diveniamo automaticamente complici dei crimini commessi.
Le notizie relative agli esperimenti di vivisezione sono tratte da una pubblicazione dell'Unione Inglese per l'abolizione della Vivisezione (BUAV, British Union for the Abolition of Vivisection: 16A Crane Grove, London N7 8NN, England.)
il Vegan, tratto da www.happyvegan.org