Cosmetici e Sperimentazione Animale


Introduzione

La questione della sperimentazione su animali, che la legge impone per immettere in commercio un prodotto cosmetico, è una materia ben più complessa di quanto possa apparire a prima vista. In breve, possiamo dire che le dichiarazioni che si trovano sull'etichetta non hanno alcun valore (simbolo del coniglietto, scritta "cruelty-free", ecc.) perché si riferiscono solitamente al prodotto finito, ma nulla dicono sui singoli ingredienti.


Quali test

La Direttiva Europea 92/32/CEE prevede, per ogni nuova sostanza chimica, approfonditi studi "di sicurezza", che usano test su animali. Oltre ad essi, la Direttiva Europea 76/768/CEE impone test specifici su animali per gli ingredienti dei prodotti cosmetici. Quelli già presenti in commercio nel 1976 sono stati elencati in una lista detta "Positive List" e non necessitano di ulteriori test per poter essere usati. Per i test specifici per i cosmetici, sotto indicati, l'animale più utilizzato è il coniglio.

> Effetto tossico da valutare Irritazione dell'occhio
Test su animali Draize test oculare: la sostanza viene posta nell'occhio dei conigli immobilizzati e viene lasciata per ore o giorni, valutando l’infiammazione dell'iride e la distruzione della cornea.

> Effetto tossico da valutare Irritazione della pelle
Test su animali Draize test cutaneo: come sopra, ma sulla pelle tosata e/o scorticata. Si valuta l'irritazione provocata dalla sostanza.

> Effetto tossico da valutare Corrosione della pelle
Test su animali Come sopra, ma si valuta, anziché l'irritazione, la distruzione della pelle.

> Effetto tossico da valutare Fototossicità (interazione con la luce e conseguenti effetti tossici)
Test su animali Valutazione di danni cellulari.

> Effetto tossico da valutare Fotoirritazione (interazione con la luce e conseguenti effetti irritanti)
Test su animali Valutazione delle irritazioni della pelle dopo l’esposizione alla luce.

> Effetto tossico da valutare Assorbimento percutaneo (azione di penetrazione nell'organismo)
Test su animali Valutazione, dopo l'uccisione dell'animale, dell'accumulo nell'organismo a partire dall'applicazione sulla pelle.


La battaglia legale: la Direttiva 93/35/CEE sui cosmetici

La Direttiva 93/35/CEE ha tra i suoi scopi quello di eliminare le prove su animali specifiche per i prodotti cosmetici (ingredienti e prodotto finito). La sua reale applicazione è sempre slittata, dal 1993, di 2 anni in 2 anni, in quanto subordinata alla convalida di metodi alternativi, e alla fine non è mai avvenuta. Va notato che tutti i test su animali in uso, riconosciuti a livello mondiale, non sono invece MAI stati convalidati (e in effetti la correlazione dei risultati da essi ottenuti e quelli ottenuti sull’uomo è molto bassa, spesso statisticamente irrilevante). Nel gennaio 2003 è stata approvata infine una proposta che, in pratica, fa slittare tutto di ulteriori 6 anni anziché dei soliti 2!


Lo Standard "Non testato su animali"

Ad oggi non è imposto per legge il test sul prodotto finito, quindi non viene fatto quasi da nessuno, ed è il test sugli ingredienti a essere la discriminante tra prodotto "cruelty-free" o meno. Potremmo definire cruelty-free solo quelle ditte che usano ingredienti della Positive List (ingredienti presenti sul mercato prima del 1976, anno in cui è entrato in vigore l'obbligo dei test su animali specifici per i cosmetici), ma sono troppo poche. È nato così lo Standard Internazionale "Non testato su animali" [www.tierrechte.de/european-coalition], secondo il quale una ditta per essere considerata cruelty-free deve:

1. Non testare su animali il prodotto finito, né commissionare questi test a terzi.

2. Non testare i singoli ingredienti, né commissionare i test a terzi.

3. Dichiarare che i test svolti dai suoi fornitori sulle materie prime usate sono avvenuti prima di un dato anno a sua scelta (per esempio, 1995). Il che significa NON usare più alcun ingrediente (chimico, di sintesi) nuovo, ma solo ingredienti completamente vegetali o ingredienti di sintesi già in commercio prima dell'anno scelto. Così facendo, non si incrementa di fatto la sperimentazione su animali.

Quando gli ingredienti derivano da sfruttamento e uccisione di animali, anche se non testati, NON possono comunque essere considerati cruelty-free: grassi animali, olii animali, gelatina animale, acido stearico, glicerina, collagene, placenta, ambra grigia, muschio di origine animale, zibetto, castoreo, latte, panna, siero di latte, uova, lanolina, miele, cera d’api.


Le ditte "cruelty-free": quali sono e dove potere trovare i prodotti da queste offerti

Le etichette che si trovano su cosmetici e detersivi non hanno alcun valore per quanto concerne l'effettiva assenza di "crudeltà" nel prodotto in questione. La dicitura "Non testato su animali", "Testato clinicamente", "Testato dermatologicamente" non ha alcuna importanza, perché per lo più indica semplicemente che il prodotto finito non è testato. Ciò che veramente è importante, invece, è che non siano testati su animali i singoli ingredienti, e questo non è assicurato da alcuna dicitura o simbolo.
L'unico modo pratico per capire cosa comprare è fare riferimento alle liste riportate nel presente depliant, redatte tenendo conto dell'autocertificazione di adesione allo Standard "senza crudeltà" inviata alla dott.ssa Antonella de Paola, autrice del libro "Guida ai prodotti non testati su animali", e/o del superamento dei controlli eseguiti da ICEA (società indipendente di auditing) dietro accordo con LAV - Lega Anti Vivisezione.
Le ditte indicate nelle liste sul depliant non testano il prodotto finito, non commissionano test su prodotto finito e ingredienti, e non usano ingredienti testati dai produttori dopo l'anno di adesione a questa policy. Così, di fatto, non incrementano la sperimentazione su animali. TUTTE le altre, non comprese nelle liste, NON sono da considerarsi "cruelty-free", anche se riportano sulle confezioni la dicitura "non testato su animali" o simili, finché non avranno dato conferma della propria politica aziendale in uno dei due modi prima descritti.

Si consiglia di preferire le aziende certificate ICEA, che hanno accettato di sottoporsi a controlli esterni anziché operare in regime di semplice autocertificazione.



Scarica il pieghevole "Cosmetici e Sperimentazione Animale", pronto per essere riprodotto con una comune stampante da tavolo, da consultare e/o distribuire: Cosmetici e Sperimentazione Animale (612 Kb)









tratto dal folder "Cosmetici e Sperimentazione Animale" a cura di VIVO - Comitato per un Consumo Consapevole

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