![]() Circo In Italia esistono ad oggi circa 130 di circhi che tengono prigionieri almeno 1.000 animali. Non è possibile allo stato attuale un serio censimento a causa dellabitudine dei circhi di scambiarsi continuamente gli animali parcheggiandoli, a volte, in zoo o strutture fisse. Quella dei circhi è una attività ormai obsoleta che riesce a sostentarsi grazie ai cospicui afflussi di soldi pubblici che, nel loro complesso, superano gli stessi incassi. Questo nonostante il crollo verticale del pubblico pagante registrato nellultimo decennio. Le poche famiglie circensi che gestiscono i circhi italiani, attirano spesso lattenzione del visitatore con nomi stranieri. American Circus, Australian Circus, Circo di Francia, sono solo alcuni dei nomi di imprese commerciali gestite dai circensi. La storia degli animali nei circhi è una storia di violenza fatta di spazi ristretti, catene e fruste. Gli animali sono soggiogati alla volontà delluomo e condizionati a svolgere sempre gli stessi movimenti. Elefanti, cavalli, tigri, leoni finanche ippopotami, rinoceronti, pinguini e squali fanno da triste cornice a quello che è rimasto, nella sua impostazione, un serraglio ottocentesco dove esporre le bestie domate catturate in terre lontane. Nellera della multimedialità cè ancora chi propone il circo come unico posto per osservare una tigre! Sebbene il circo nasca come spettacolo equestre nel 700, fin dai primi anni del 1800 ha introdotto un varietà incredibile di altre specie animali le quali, parimenti ai cavalli, patiscono la sofferenza delladdestramento e della prigionia patita ancor di più nei continui spostamenti al chiuso di in carrozzoni-contenitori grandi a volte poco più delle loro stesse dimensioni. Linsensibilità di chi istituzionalmente dovrebbe intervenire è a volte ancor più grave di quanto commesso dagli stessi circensi. In Italia si è riusciti persino a modificare, a solo beneficio dei circhi, la Legge che aveva vietato la detenzione degli animali così detti pericolosi. Nulla può essere impedito al circo che percorre lintera penisola portando con sé bisonti, ippopotami, elefanti, tigri, orsi, scimmie e coccodrilli, questo nonostante le decine di incidenti (in gran parte mortali) causati negli ultimi anni dagli animali abbrutiti dalle allucinanti condizioni di detenzione. Il circo senza animali In Francia ed Inghilterra il circo senza animali è una realtà, ma anche nel nostro paese si incominciano a muovere i primi passi come nel caso del Circo di Paride Orfei ed altre iniziative che stanno iniziando ad affermarsi. Tra i circhi senza violenza il più grande di tutti è il Canadese Cirque du Soleil. Non ha mai usato animali; attualmente ha 4 troupe itineranti nel mondo e da almeno 10 anni non riceve contributi pubblici, arrivando ad incassare da solo 8 volte quanto tutti i circhi italiani nel loro complesso. Ti proponiamo una dichiarazione della Sig.ra Liana Orfei, notissima esponente di una delle più famose famiglie circensi italiane, continuamente presente nelle trasmissioni televisive che promuovono, pagandoli, gli spettacoli circensi. Se lo vorrai potrai metterti in contatto con la più vicina sede della LAV o scriverci direttamente per sapere subito cosa poter fare per boicottare il circo con gli animali. Intanto ti invitiamo, se già non lo fai, a non andare più nei circhi che fanno uso di animali e di convincere chi ti sta vicino a comportarti di conseguenza. Liana Orfei, Storia di Jennie, elefantessa del circo: Quella volta (era verso lestate) piantammo il circo su una spiaggia delle Puglie e a Jennie vennero legate, come di consueto, una zampa anteriore ed una posteriore ai picchetti conficcati in terra. Ma appena Jennie vide il mare si ricordò, forse, la sua terra dorigine e sembrò impazzire di gioia: cominciò a barrire, strappò i picchetti come fossero fuscellini e, trascinando tutto con sé, andò sulla riva ed entrò nel mare. Si fermò dove lacqua era alta poco più di un metro e non ci fu verso di farla uscire. Provammo a prenderla per fame e per sete: niente. Per due giorni rimase sprofondata in un mondo beato: giocava, si spruzzava, barriva; forse cantava la sua terra lontana. Per due giorni non mangiò e non bevve, sebbene per gli elefanti il bere sia molto importante. Esattamente quarantotto ore dopo, verso le tre del pomeriggio, Jennie uscì spontaneamente dal mare e, calma, andò a rimettersi al suo posto. Finanziamenti pubblici Dal 1993 al 1999 gli incassi dei circhi sono crollati del 27,5%. Incredibilmente nel decennio 1990-2000 lo stanziamento del Ministero dei Beni Culturali ha registrato un incremento del 17% passando dai 13 agli attuali 15,5 miliardi di lire. Lultimo stanziamento del Ministero è superiore a quanto i circhi hanno incassato in un solo anno. Il paragone è ancor più paradossale se si considera che spettatori paganti sono considerati gli alunni delle classi scolastiche invitate (pagando) dal circo con il tramite dei Provveditorati agli studi a vedere, spesso in collaborazione con associazioni quali lUnicef, lo spettacolo ridotto mattutino. Sarebbe come dire che per ogni spettatore pagante che ancora finanzia spettacoli che si basano sullo sfruttamento degli animali, ve ne è uno fantasma messo a disposizione dal Ministero dei Beni Culturali. Altri contributi sono inoltre disponibili sotto forma di rimborsi per la ricostruzione di impianti danneggiati, per la casa di riposo degli artisti circensi, per la rivista dellEnte Nazionale Circhi, per lAccademia di Arte Circense, per il Golden Circus di Liana Orfei (la differenza con gli altri circhi è solo che la gente alla fine dello spettacolo vota il numero più gradito). Incredibile è poi la situazione dellAccademia del Circo. Presieduta dallo stesso pluridecennale Presidente della più grande associazione di categoria dei Circensi, Sig. Egidio Palmiri, la scuola è frequentata da meno di 40 ragazzi i quali pagano una retta mensile intorno al mezzo milione. Lo struttura di questa scuola (che ha diplomato un numero totale di allievi prossimo a quelli attualmente frequentanti) ha simili solo in Cina, Corea del Nord e Russia. Dal 1998 al 2000 lAccademia ha beneficiato di quasi otto miliardi di contributi statali. Vere e proprie manne cadute dal cielo sono poi i soldi delle dirette televisive le quali arrivano nei periodi di magra di afflusso di pubblico. Lultimo esempio è il Circo Massimo. Rai tre ha acquistato i diritti fino al 2003. Incurante della risoluzione della Commissione Parlamentare di vigilanza sui Servizi Radiotelevisivi che impegna la RAI ad escludere gli spettacoli con animali dalle programmazioni dedicate ai minori, il terzo canale della rete pubblica manda in estate gli spettacoli registrati quando al circo non ci va praticamente nessuno, cioè a febbraio. In pratica il Circo che attenda a Roma a dicembre diventa beneficiario dei soldi delle trasmissioni registrate a febbraio e strutturate con lacquisto, a spese della produzione, di alcuni numeri stranieri. Degli introiti di tale business ne hanno fino ad ora goduto il Circo di Moira Orfei e quello dellattuale Senatore di Rifondazione Comunista Livio Togni. Non ci vuole molto a capire che se non fosse per i soldi pubblici il circo con gli animali avrebbe già da tempo chiuso i battenti. Responsabile Campagna Circo: Giovanni Guadagna g.guadagna@infolav.org [...] tratto da www.infolav.org |
![]() |